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Ultime notizie
186 CATTEDRE SENZA TITOLARE
17 DOCENTI RINUNCIANO AL RUOLO
A Reggio Emilia la copertura si ferma al 64%: su 511 posti disponibili, soltanto 325 docenti hanno effettivamente scelto una scuola della provincia. Restano così scoperte 186 cattedre di ruolo.
Tra l’assegnazione iniziale e la scelta della sede, 17 docenti hanno rinunciato. A pesare è anche il caro vita, con affitti che possono arrivare fino a 800 euro al mese a fronte di uno stipendio iniziale di circa 1.500 euro.
«Anche nel prossimo anno scolastico sarà ancora il precariato a tenere in piedi il sistema», denuncia Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale.
Parte dei posti potrà ancora essere recuperata con lo scorrimento delle graduatorie. Quelli rimasti vuoti, però, saranno affidati a supplenti annuali.
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Tranquilli tutto normale.....ci pensano le coperative a piazzare la gente....
Che vergogna: per la scuola, precariato a vita e continuità inesistente soprattutto sul sostegno
Anche fare l isegnante non e piu appetibile per un giovane e li capisco con quello che costa la vita oggi......
.... Come tutti gli anni!🤦
Cominciamo a prendere le distanze da questo governo di estrema destra, impegnato solamente ad ottenere il pieno potere, in barba alla nostra Costituzione!!
Asini
Dovete sostenere, ma non lo farete mai, di date agli alunni il diritto di avere docenti preparati. Di attingere anche per le supplenze dagli Elenchi regionali per il ruolo
Ma quale classe di concorso ?
Entrare nel mondo scuola per i giovani laureati è come fare salto ad ostacoli...troppa burocrazia....110 e lode passi ad insegnare punto e basta
BELLISSIMA NOTIZIA..
Andare a cagare! Quando governava la sx gli insegnanti arrivavano a novembre ! Ora ci sono già da fine agosto !!!!
Vergognatevi comunisti
Non accettano perché sottopagati e non riescono a vivere in una città
Con un piccolo sforzo possiamo ottenere un grande risultato per cambiare sistema. Forza mancano pochi giorni per FIRMARE contro il finanziamento pubblico ai giornali. Vergogna italiana, TV e giornali tutti muti, sempre le solite notizie del c@zzo!!!!!!!!!!!! NON VI FA SCHIFO PAGARE MILIONI DI EURO DELLE NOSTRE TASSE, DEI NOSTRI SACRIFICI PER MANTENERE QUESTI FALSI INFORMATORI??????
148 CATTEDRE SENZA TITOLARE
IL PRECARIATO TIENE IN PIEDI IL SISTEMA
A Modena le immissioni in ruolo coprono il 77,6% dei posti disponibili: 512 assegnazioni su 660 cattedre. Ne restano scoperte 148, di cui 90 nelle scuole superiori e 46 sul sostegno.
Parte dei posti potrà ancora essere recuperata con lo scorrimento delle graduatorie, ma quelli rimasti vuoti saranno affidati a supplenti annuali.
«Anche nel prossimo anno scolastico sarà ancora il precariato a tenere in piedi il sistema», denuncia Carmelo Randazzo, leader della Cisl Scuola Emilia Centrale.
A pesare sono anche gli affitti: per un neoassunto, con uno stipendio di circa 1.500 euro, trasferirsi a Modena può diventare economicamente insostenibile.
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Perché non si assume chi risiede in Emilia Romagna, ha anche superato i concorsi ed è negli elenchi degli idonei?
È vergognoso dirlo, non vogliono stabilizzare.
Ringraziate Gioggia...
Alloggi calmierati?! Utopia. Una richiesta persa in partenza. In qualsivoglia città non si riesce a vivere da non residenti e precari. È il sistema che non funziona e nessun Governo ha mai cambiato le cose, destra o sinistra cambia poco.
Conosco tantissime ragazze e donne che stanno aspettando la chiamata. Sono laureate ed hanno già fatto i concorsi. Basta chiamarle.
Ringraziate la sinistra !Come la sanità pubblica le scuole pubbliche non sanno gestire 😡Incompetenti!
Si intanto riempiamo di sussidi clandestini delinquenti e diamo pensioni a chi non ha mai visto l'Italia
Allora nulla di nuovo !!! La situazione è stabile da almeno vent'anni 😡 ...
CHE DIRE... SISTEMA GESTITO DAI SOLITI SINISTROIDI FALLIMENTARI !!!!!!!
Comunisti vergognatevi
A Ruggero!!!!😁😁😁😳🤷♂️
#DanielaFumarola: «Il 19 luglio 1992 è una ferita ancora aperta nella storia della Repubblica. Quel giorno, nella strage di via D’Amelio, furono uccisi Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Ma dalla violenza feroce di Cosa Nostra nacque anche una straordinaria reazione civile, capace di unire il Paese nella difesa della legalità e della democrazia.
A 34 anni da quella tragedia, ricordare non significa soltanto commemorare. Significa trasformare la memoria in responsabilità, presenza, impegno quotidiano contro ogni mafia, ogni forma di illegalità, caporalato, sfruttamento e ricatto criminale.
È l’impegno che la CISL porta avanti nei territori e nei luoghi di lavoro, accanto alle persone più fragili ed esposte, promuovendo dignità, giustizia e libertà. Perché l’esempio di Paolo Borsellino continui a vivere nelle nostre scelte e nel coraggio di non voltarci mai dall’altra parte».
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LE RISORSE LIBERATE DALLA DENATALITÀ
RESTINO NELL’ISTRUZIONE
Il calo degli alunni è reale ma sarebbe grave trasformare la denatalità in un algoritmo per tagliare classi, organici e scuole.
A Modena l’onda è già arrivata all’infanzia e alla primaria. I bambini di tre anni sono diminuiti del 26,7% dal 2012, quelli di sei anni del 18,2% dal 2018. Nei prossimi anni la contrazione raggiungerà medie e superiori. Se resteranno invariati i parametri nazionali, meno iscritti significheranno meno classi, meno posti per docenti e Ata, più accorpamenti e precarietà.
La sfida non è difendere ogni posto senza guardare i cambiamenti.
Una scuola meno numerosa può diventare più forte, inclusiva e vicina a ciascuno, ma solo se le risorse liberate resteranno nella scuola.
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www.cislemiliacentrale.it/news/meno-alunni-non-puo-significare-meno-scuola-no-alla-logica-dei-tag...
Meno alunni significa più docenti. Se aprissero il doppio canale di reclutamento, sarebbe cosa buona e giusta
Siamo un sindacato, cioè un’organizzazione che si occupa della protezione dei lavoratori e pensionati. Siamo a disposizione dei cittadini per assisterli non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella vita sociale e culturale nel territorio.
Attraverso le nostre strutture di categoria rappresentiamo e difendiamo i lavoratori di tutti i settori produttivi privati e pubblici, i pensionati, i disoccupati, i lavoratori poveri ed atipici.
Siamo un’organizzazione che fonda le proprie radici nel cattolicesimo democratico e nel riformismo laico e tuteliamo gli interessi di tutte le persone che a noi aderiscono, senza alcuna pregiudiziale politica, religiosa o etnica, in un libero spazio di confronto e di crescita, avendo sempre a cuore la coesione sociale ed il bene comune.
I nostri valori fondamentali sono la centralità della persona, l’autonomia, la contrattazione, la democrazia, la partecipazione e la solidarietà.
Ispirandoci a essi cerchiamo di fornire risposte concrete e soluzioni efficaci ai problemi dei cittadini che si rivolgono ai nostri delegati, operatori e dirigenti nei luoghi di lavoro e nelle nostre sedi.
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