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Bellco, oggi sciopero di due ore. I lavoratori scrivono a Matteo Montezemolo

Cento per cento tra gli addetti alla produzione, intorno all'80 per cento tra impiegati e quadri. Sono state alte le adesioni allo sciopero di due ore proclamato oggi alla Bellco, azienda biomedicale di Mirandola, dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e dalle rsu.

L'astensione odierna dal lavoro, che segue quella del 22 ottobre, è stata indetta a sostegno della richiesta di un piano industriale che dia certezze sulla continuità produttiva e occupazionale e per il rinnovo dell'integrativo aziendale. Allo sciopero, con presidio davanti ai cancelli aziendali, erano presenti anche il sindaco di Mirandola Maino Benatti e l'assessore alle Attività produttive Roberto Ganzerli, che hanno espresso solidarietà ai lavoratori e ribadito l'impegno dell'amministrazione comunale per avere garanzie sulle prospettive industriali di Bellco. Sindacati e rsu hanno chiesto l'avvio di un tavolo con la Regione Emilia-Romagna, mentre i lavoratori in assemblea hanno deciso di scrivere una lettera aperta al presidente del fondo Charme (proprietario di Bellco) Matteo Montezemolo. Ecco il testo:

Egregio Presidente Matteo Montezemolo,

a scriverLe sono i lavoratori della Bellco di Mirandola. Bellco, fondata nel 1972, è una realtà imprenditoriale fortemente radicata nel nostro territorio, un patrimonio inestimabile per tutti coloro che ci lavorano o ci hanno lavorato. Dal 2012 è diventata proprietà del fondo Charme, da Lei presieduto, e questo giustifica la volontà di coinvolgerLa personalmente al fine di esporle la grande preoccupazione per la sorte dell'azienda. All'entusiasmante ricostruzione degli edifici della Bassa Modenese distrutti dopo il terremoto, non è corrisposto lo sviluppo dell'azienda più volte annunciato. Tutt'ora manca un piano industriale e le crescenti voci, confermate anche dall'azienda stessa, circa risultati di bilancio non incoraggianti, rendono le prospettive poco rosee. Pur non comprendendo spesso le ragioni di tante scelte operate in questi anni, abbiamo riposto grande fiducia nella proprietà, rimandando qualsiasi tipo di rimostranze, lasciandoci guidare, sostenuti da alcuni incoraggianti obbiettivi prospettati dall'azienda. Ahinoi, dobbiamo prendere atto che così non è stato. I lavoratori e le lavoratrici non hanno mai fatto mancare, in questi anni, collaborazione e disponibilità nell'affrontare al bisogno straordinari e/o modifiche dell'orario di lavoro finalizzati ad incrementare la produzione delle macchine per dialisi e/o filtri. Eppure ciò pare non avere avuto nessun impatto positivo, né sulle dinamiche economiche dell'impresa, né per ciò che riguarda il nostro futuro. A tutto ciò si è aggiunto il blocco delle trattative per il contratto aziendale determinato dalla marcia indietro dell'impresa sul premio di risultato. Se da aprile a inizio ottobre l'azienda confermava la disponibilità ad una soluzione analoga al 2014 in termini salariali, nell'ultimo incontro svoltosi il 13 ottobre inaspettatamente l'azienda l'ha ritirata!! Noi, Presidente, chiediamo un Suo interessamento perché crediamo di aver maturato il diritto - con la nostra capacità di lavorare in questo settore che ha fatto sì che fossimo scelti, rispetto ad altre realtà, grazie alla serietà nel nostro lavoro e alla qualità dei nostri prodotti - di conoscere il nostro futuro e il rispetto degli impegni presi.

Con stima, le lavoratrici e lavoratori di Bellco

Mirandola, 9 novembre 2015

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